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Guida agli NFT per la Fotografia: come sfruttarli per guadagnare con i tuoi scatti

Nell'ultimo periodo, avrai sicuramente sentito il termine NFT (acronimo di Non Fungible Token) che si utilizzano ormai in diversi ambiti che necessitano di oggetti digitali unici come, ad esempio, la crypto art, il collezionismo digitale e il gaming online. Possiamo definire l’NFT come una sorta di trasposizione digitale del concetto di proprietà fisica di un bene o ancora un certificato di proprietà su un oggetto digitale (un contenuto, una foto, un video, etc.).
Se sei un fotografo e ti stai chiedendo come l'NFT sia collegato al mondo della fotografia, in questo articolo risponderemo a tutte le tue domande. Vedremo, inoltre, come è possibile guadagnare con le tue fotografie in NFT tramite l’utilizzo di marketplace specifici che ti consentono, dunque, di creare un processo di tokenizzazione dal reale al digitale.





Cosa sono gli NFT?

Per poter spiegare in modo chiaro cosa sono gli NFT è sempre meglio partire dalla definizione di token fungibili.
Innanzitutto chiariamo cosa si intende con il termine fungibile. Questa parola identifica tutti quei beni acquistati e che possono essere sostituiti da uno stesso bene. Per fare un esempio semplice quando acquistiamo un chilogrammo di farina o un’oncia d’oro non ci interessa quale prendiamo.
Invece, un bene considerato non fungibile è, ad esempio, un’automobile. Quando acquistiamo un bene del genere ci aspettiamo che corrisponda perfettamente al modello che abbiamo ordinato e che abbia tutte le caratteristiche scelte, con una sua targa e un certificato di proprietà univoco.
Ecco, l’NFT può essere paragonato proprio a quel certificato di proprietà.

Gli FT, ovvero i Fungible Token, sono quindi dei beni che possono essere sostituiti completamente o in parte con un altro bene di eguale quantità.
Il token non fungibile, detto anche NFT, invece è una particolare tipologia di token crittografico che può essere definito come unico. Proprio per questo motivo, gli NFT non sono intercambiabili.
Se dovessimo spiegare in una sola frase la principale differenza tra token fungibili e non fungibili potremmo dire che i primi possono essere divisi in frazioni, i secondi sono indivisibili.

Gli NFT sono unici e, come abbiamo detto, indivisibili. Quindi, non è possibile possederne una singola porzione ma ognuno di esso ha un ID unico.

 

Breve storia degli NFT

La storia degli NFT nasce come un progetto realizzato per un evento speciale, l’hackathon, che univa informatici, programmatori e artisti.
Siamo nel 2014 e il creatore di NFT, Anil Dash, fu abbinato a un artista digitale di nome Kevin McCoy. In quell’anno era molto vivo l’argomento che vedeva gli artisti lamentarsi della condivisione di fotografie, immagini e video privi di attribuzione e compensazione.




Proprio da questa problematica partono l’idea e la soluzione di Dash e McCoy: nasce così una beta di un mezzo supportato da blockchain che consentisse di rivendicare la proprietà su un’opera digitale originale. L’idea non fu brevettata ma era un modo per dare agli artisti un controllo sul loro lavoro, di poterlo vendere con più semplicità e di proteggere la proprietà intellettuale dell’opera.
L’idea partita per evitare che gli artisti venissero sfruttati è poi diventata ciò che gli NFT non dovevano essere, almeno nella testa dei creatori.

 

Cosa è possibile trasformare in NFT

Come è intuibile, gli NFT sono ormai diventati un grande business mondiale. In rete, ormai, si vende di tutto. Dai primi tweet agli articoli del noto New York Times e molto altro ancora.
Gli NFT possono essere quindi utilizzati per certificare ogni tipo di file digitale. È possibile, infatti, creare NFT per una fotografia, un dipinto, un testo poetico o di un brano musicale, una partitura musicale, un video girato anche con un semplice smartphone e molto altro ancora.




Naturalmente, non tutti gli NFT acquisiscono un valore elevato e non tutti saranno venduti ottenendone un guadagno. Infatti, non sempre è possibile ottenere un valore che ci consente di riprenderci la spesa sostenuta per la realizzazione di un NFT.

Qual è dunque il segreto per poter realmente guadagnare da questa attività? La risposta è opere d’arte digitali di alto valore che possano essere vendute come pezzi rari a chi vuole collezionarle o semplicemente a persone che vogliono diversificare i propri investimenti e comprare qualcosa di unico.

 

Come si crea un NFT?

Premettiamo che per creare un NFT non devi per forza essere esperto di criptovalute. Però, è necessario utilizzare strumenti che necessitano dell’utilizzo di una criptovaluta.
Per prima cosa, ti servirà un wallet, anche detto portafoglio digitale, che ti consenta di utilizzare una determinata criptovaluta. Il wallet ti servirà anche per poter conservare gli NFT, sia quelli creati che acquistati da altre persone.
Un altro strumento necessario è un profilo all’interno di uno dei marketplace di NFT presenti online. Il wallet dovrà poi essere collegato al marketplace.

Inoltre, per la creazione degli NFT è possibile sfruttare una delle tante piattaforme presenti online che ti consentono di crearli sia da te che rivolgendoti a veri e propri professionisti.

 

I vantaggi degli NFT per i fotografi

Se sei un fotografo o un appassionato di fotografia e non ti senti di aver certezze sulla validità e sui vantaggi degli NFT, forse potrebbe convincerti maggiormente sapere che un fotografo è riuscito a guadagnare più di 20mila dollari vendendo un singolo scatto sugli NFT.
Si tratta di un esempio che però rende molto chiaro quanto potenziale abbia lo spazio NFT per i fotografi, soprattutto per chi ha già un tuo seguito che può dare supporto alle tue creazioni.




Uno dei primi vantaggi da mettere in conto quando parliamo di NFT e fotografia è la possibilità di non perdere i diritti sullo scatto venduto. Infatti, se gli NFT sono stati creati anche per dare proprietà di un’opera a chi la acquista, tu come fotografo non ne perderai né i diritti di copyright né quelli di riproduzione. Questo vuol dire che pur vendendo una tua fotografia sugli NFT potrai tranquillamente continuare a postarla sui tuoi canali personali come i social o il tuo sito web. Inoltre, potrai anche cedere la licenza ad altre aziende, vendere delle stampe e altre azioni ancora.

Potremmo riassumere questo concetto dicendo che tramite gli NFT crei un’edizione limitata della tua fotografia digitale, pur mantenendo i diritti su di essa. L’NFT, quindi, può essere inteso in questo senso come una firma o un certificato di autenticità.

 

Come fare a vendere le foto in NFT

Il primo passo per vendere una fotografia in NFT è, ovviamente, crearle o cercarla da un tuo archivio personale selezionando gli scatti che più ritieni possano interessare e ottenere popolarità.

In secondo luogo, devi scegliere la piattaforma di vendita. Esistono diversi mercati molto popolari, i più noti sono sicuramente Opensea, SuperRare, Nifty Gateway e Foundation.
Puoi decidere, poi, se vendere una o più edizioni. In teoria, puoi anche scegliere di vendere più NFT di una stessa fotografia. Ricorda che ogni copia rimane unica in quanto avrà il suo certificato. Questa scelta, però, può far abbassare il prezzo per ogni NFT.




Dovrai, inoltre, decidere un’offerta di riserva. Si tratta, in poche parole, del prezzo di minimo che sei disposto ad accettare per la tua opera NFT.
Non cedere alla tentazione di valutare eccessivamente la tua fotografia per quanto tu possa apprezzarla e valutarla positivamente.
Devi anche decidere quanto denaro otterrai dalla vendita impostando quella che in gergo viene chiamata "percentuale di royalty".
Infine, devi creare il conio, ovvero quando il tuo certificato NFT viene generato e messo all’interno della blockchain. Da quel momento la tua fotografia diventerà non fungibile in quanto non sarà più duplicabile o sostituibile.

Sicuramente, alla fine di questi passaggi, ti starai chiedendo se vendere foto come NFT consente di guadagnare. Tutto dipende da te. Questo mondo è perfetto se riesci a realizzare delle opere d’arte digitali in edizione limitata.
Il prezzo, infatti, dipende molto anche dalla reputazione che gli artisti posseggono. La parte più difficile è proprio crearsi una community che valuti positivamente le proprie fotografie e che dia loro un valore.




Quindi, se già sei inserito nel settore della vendita di microstock o stockfootage ti consigliamo di provare a immergerti nel mondo del NFT avvertendoti, però, che serve un cambio di mentalità.
Perché? Principalmente in quanto non è possibile caricare migliaia di foto come si fa, per esempio, su Shutterstock e piattaforme simili. Creare e vendere NFT ha infatti un costo.
Chi ha maggiori vantaggi, attualmente, dagli NFT sono i fotografi di fine art che fino ad ora hanno avuto difficoltà a monetizzare dal mondo della vendita di fotografie. Gli NFT non sono ancora l’ideale per quei fotografi che, invece, si dedicano maggiormente a foto stock o di reportage.

 

Piattaforme per vendere le proprie immagini come NFT

Come premesso, esistono diversi marketplace NFT che ti consentono di utilizzare strumenti idonei alla creazione e alla vendita di NFT. Questi vengono connessi al wallet che, come abbiamo detto, devi creare.
Su questi marketplace puoi creare NFT, pagare le commissioni per la loro realizzazione, mettere in rete un annuncio di vendita o di asta e, infine, trovato l’acquirente puoi finalizzare la vendita.
Quest’ultimo passaggio necessita di un ulteriore passaggio in blockchain per il cambio di proprietario.




Le piattaforme più note di marketplace NFT sono:

  • OpenSea: una delle più famose per la vendita di NFT e che nasce nel 2017. Su OpenSea si possono comprare, creare e vendere NFT. Può essere paragonata a un'Ebay per beni digitali. La creazione di NFT è molto facile anche se sei alle prime armi. Per quanto riguarda le commissioni, OpenSea trattiene il 2,5% su ogni transazione;
  • SuperRare: considerato una vera e propria galleria d’arte nello spazio virtuale. Questo marketplace NFT, infatti, è completamente dedicato all’arte;
  • Foundation: questa invece è una piattaforma NFT gestita da artisti che presentano progetti rari ed esclusivi di alta qualità;
  • Nifty Gateway: presenta alcuni degli NFT più costosi venduti fino ad oggi. Gli NFT, che qui troverai con il nome “nifties”, sono basati su Ethereum.

 

Il costo per la creazione di NFT

Uno dei costi di cui tener conto quando si creano NFT è il passaggio nella blockchain, che esige una grande potenza di calcolo per poter creare i token richiesti. Nella scelta del bene da certificare in NFT è possibile che ti vengano chieste delle commissioni per poter creare del token. I prezzi vanno in base al valore della criptovaluta e dalla tipologia di contenuto da crittografare.




Dopo averlo creato, potrai conservare il token nel tuo wallet senza che tu debba sostenere altri costi. Sono previste delle spese di commissione, invece, quando vendi o scambi. Questi servono al famoso "cambio proprietario" all’interno della blockchain di cui abbiamo fatto già accenno in precedenza. Questa commissione solitamente viene pagata a metà dal vecchio e nuovo proprietario.

Marketplace come OpenSea consentono di creare gratuitamente gli NFT lasciando in sospeso il passaggio in blockchain fino al momento finale delle vendita. Questo ti permette di creare rapidamente gli NFT e di pagare l’interno ciclo di certificazione soltanto se vendi e in un’unica soluzione.

 

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