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Guida alla Fotografia Paesaggistica: attrezzatura fotografica, luoghi, impostazioni di scatto e altri consigli utili da seguire

Ogni fotografo, che si tratti di un esperto professionista o che abbia appena approcciato a questo mondo, possiede solitamente un suo genere preferito. Se anche tu sei un appassionato di scatti e tra i vari stili prediligi quello paesaggistico, in questa guida vedremo insieme l'attrezzatura fotografica di cui hai bisogno, le impostazioni da favorire, i trucchetti per valorizzare le foto, nonché i luoghi più indicati affinché i tuoi scatti siano degne di nota.




Che cos’è la fotografia paesaggistica?

La fotografia paesaggistica è l’arte del saper catturare meravigliose immagini da ammirare, trasformando paesaggi di ogni sorta e provenienza in magnifiche "cartoline".
C’è chi ama immortalare scenari marini e chi al contrario predilige la montagna, oppure ancora chi subisce il fascino della città o di piccoli borghi antichi. Alcuni sono persino attratti da panorami desertici o glaciali. Insomma, in un mondo tanto vasto, nonché davvero vario, amatori e professionisti della fotografia di paesaggio che posseggano una reflex, una mirrorless o una bridge, hanno l’imbarazzo della scelta.

La paesaggistica è quindi un genere che ha come soggetti principali gli ambienti naturali o urbani che hanno la caratteristica principale di ampie visuali da catturare totalmente o concentrandosi solo su una parte parziale del panorama.

 

Per realizzare un buono scatto tutto sta nell’utilizzare la giusta attrezzatura e nel saper sfruttare alcune piccole strategie. Ma andiamo per gradi; prima di consigliarti dettagli e impostazioni, iniziamo a comprendere quello che più ci piace, stabilendo innanzitutto una connessione con i luoghi che ci emozionano maggiormente. Questo rappresenta sicuramente l’elemento più importante per esprimere tutta la nostra creatività e dare sfogo alla nostra passione, così da raggiungere un risultato ancora più soddisfacente.

 

I luoghi più adatti: quali scegliere per fare fotografia paesaggistica

Come abbiamo accennato in precedenza, i luoghi ideali per scattare foto paesaggistica sono quelli immersi nella natura: colline, zone di montagne non abitate, boschi, parchi, giardini, spiagge, scogliere, laghi.
Ma anche quelli urbani come ad esempio punti panoramici in città, borghi, piccoli paesini e grandi piazze possono essere delle ottime location per fare paesaggistica.

I luoghi elencati sopra sono spesso raggiungibile facilmente, magari in giornata e a pochi chilometri da dove vivi.
Se hai la possibilità di viaggiare in giro per il mondo, potrai scegliere invece tra savane caratterizzate da colori caldi, variopinti volatili e maestosi animali come i cosiddetti big five o ancora, per uno scenario decisamente accattivante potrai recarti nel deserto tra terre inesplorate, cieli tersi e bellissimi cammelli. Come non aggiungere alla lista anche i vulcani o l’aurora boreale, con i loro splendidi colori.




Ad ogni modo, seppure non dovessi scegliere luoghi troppo lontani o ricercati, catturare l’effetto del tramonto, nel quale il rosso riflette la sua luce su alcuni elementi naturali, regalerà un’emozione davvero unica. Persino la fase dell’alba è un momento che offre risultati che meritano, e questo grazie alla luce e ai colori che ne derivano.
Non è un caso infatti che molti appassionati di fotografia paesaggistica prediligano proprio tali circostanze, abbinandole a spiagge, scogliere, laghi o ancora giardini, colline e zone di montagna con rocce da fotografare in tutte le loro sfumature e da varie angolazioni.

Leggi anche: Come fotografare il tramonto: i passi e i suggerimenti da seguire

Così come questi squarci, ne esistono moltissimi altri. In conclusione, che si tratti di ampie visuali o che ci si rechi in luoghi isolati, valutando i punti migliori da cui scattare, selezionando le giuste impostazioni e giocando con inquadratura, luce e colori, potrai ottenere delle foto a dir poco sorprendenti. Ogni risultato sarà unico nel suo genere.

 

Attrezzatura fotografica necessaria per scattare foto paesaggistiche

Come ogni genere, anche quello della fotografia paesaggistica richiede l’utilizzo dell’attrezzatura adatta.

La prima cosa che dovrai considerare è innanzitutto l’avere a disposizione una fotocamera che offra la possibilità di impostare manualmente le varie opzioni per lo scatto, in quanto la modalità automatica è sconsigliatissima per immortalare paesaggi.

Il treppiede consiste poi in uno di quegli elementi che non può assolutamente mancare. Offre stabilità allo scatto e rappresenta la soluzione migliore per effettuare la lunga esposizione (necessaria per catturare alcuni paesaggi). A tal proposito risulta davvero impensabile dover sorreggere manualmente la macchina fotografica per svariato tempo. Si incapperà inevitabilmente in un risultato mosso e poco definito, notandolo solo in un secondo momento, quando ingrandito a monitor sarà oramai troppo tardi per porvi rimedio.

Assieme al cavalletto sarà poi altrettanto utile un telecomando per lo scatto remoto. Potrai dunque gestirlo a distanza senza dover toccare la macchina fotografica; eludendo così ogni tipo di vibrazione che possa compromettere la buona riuscita delle tue foto.




Se ti stessi chiedendo quale filtro adoperare per lo scopo paesaggistico, tra i più utili spicca decisamente quello polarizzatore. Si occupa infatti di eliminare i riflessi e di saturare maggiormente i colori, conferendo all’immagine un contrasto superiore rispetto a quello originario. Per tali motivi è il filtro più sfruttato dagli amanti di questo stile fotografico, non mancando mai tra l’attrezzatura essenziale, soprattutto nel caso in cui si desiderino catturare soggetti quali nuvole, cielo e così via.

Altrettanto fondamentale è l’uso di un filtro ND, ovvero a densità neutra, utile per affievolire la luce che colpisce l’obiettivo, e di conseguenza a mantenere invariate le impostazioni del diaframma, dell’esposizione e infine anche dei tempi di scatto.
In questo modo si riuscirà a fotografare un paesaggio nel frangente desiderato senza rischiare di perdere l’occasione di immortalarlo in un determinato momento del giorno, nel quale il gioco dei colori e degli elementi che compongono l’immagine ci affascinano di più. Devi sapere infatti, che il filtro ND non interferisce in alcun modo con le caratteristiche che andranno impresse nella foto in termini di toni e sfumature, dal momento che si tratta soltanto di un elemento grigio opacizzante ma non alterante.

Ultimo filtro che potrebbe risultare utile è quello denominato GND, ovvero a densità neutra graduata, il quale arriva in aiuto nelle situazioni in cui il contrasto tra le zone illuminate e quelle in ombra è davvero alto e questo grazie alla sua composizione, per metà chiara e per metà scura.

Puoi leggere il nostro approfondimento sui filtri: I Filtri Fotografici da avere sempre nel proprio zaino




Per quanto concerne invece la scelta dell’obiettivo più adatto alla fotografia paesaggistica il più indicato è sicuramente l’obiettivo grandangolare, con il quale si riesce ad ottenere un ampio angolo di ripresa e una profondità di campo maggiore, consentendo al fotografo di mettere bene a fuoco anche in condizioni di scarsa luminosità e proprio per tale motivo risulta uno tra i più utilizzati per questo genere.
Oltre alla sua peculiarità di riuscire a catturare una grande visuale, il grandangolo permette di conferire un maggiore senso di profondità all'immagine, grazie alla distanza ampliata tra i differenti piani focali.
 

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Anche se usati poco per questo genere, è possibile adoperare anche i teleobiettivi nel caso in cui si vogliano accorciare le distanze tra gli elementi inquadrati oppure isolarne uno dal resto.

Ad ogni modo la scelta migliore ricade senza alcun dubbio sul grandangolare a focale fissa da 28mm o da 34mm, in quanto riuscendo a catturare contemporaneamente più porzioni di paesaggio, la foto risulta più ampia e ariosa e dunque più adatta allo stile paesaggistico.

 

Come impostare la fotocamera per gli scatti paesaggistici

Una volta in possesso dell’attrezzatura adatta al nostro stile fotografico, affinché tutto remi nella direzione sperata offrendo come risultato una bella "cartolina", è necessario contribuire applicando i giusti tempi di scatto, impostando l’apertura del diaframma, gli ISO, nonché il bilanciamento del bianco. Se non sai come procedere, ti basterà seguire questi utili consigli.




I tempi di scatto: i tempi di scatto, anche detti di esposizione, rappresentano dei parametri variabili a seconda di ciò che si vuole includere nell’inquadratura e del risultato che si desidera ottenere. Ad esempio, nel caso in cui si scegliesse di comprendere nell’immagine un soggetto in rapido movimento "congelandolo" in modo che appaia nitido, allora sarà necessario scegliere un tempo di scatto molto rapido. Al contrario, per un effetto più morbido e sfumato come nel caso di corsi d'acqua o delle onde del mare, il tempo di esposizione sarà sicuramente più lungo.

Il diaframma: nella fotografia paesaggistica è necessario mirare sempre ad una buona messa a fuoco, in modo da rendere nitido ogni dettaglio incluso. Per far sì che questo accada, ottenendo una notevole profondità di campo, è utile adoperare diaframmi chiusi e nello specifico a partire da quelli f8 in sù.

Gli ISO: per quanto concerne gli ISO, ovvero il livello dei valori che indica quanta luce passa attraverso il sensore della fotocamera, generalmente va tenuto molto basso, ovvero attorno ai 100, in modo da riuscire ad ottenere la massima qualità evitando il rumore digitale.

Il bilanciamento del bianco: alcune volte capita che il risultato di una foto presenti dei colori un pochino diversi da quelli percepiti durante lo scatto. Questo accade in conseguenza al tipo di luce che colpisce gli elementi inquadrati e il quale tende a creare una dominante cromatica. Il bilanciamento del bianco arriva proprio a calibrare questa situazione. Solitamente all’interno del menù di una buona macchina fotografica sono presenti delle opzioni di bilanciamento del bianco utili in varie situazioni quali sole diretto, nuvole, ombra e molte altre ancora.
Di solito si usa il bilanciamento del bianco in modalità automatico, ma per la fotografia paesaggistica potrebbe essere utile provare ad impostare la modalità ombra o cielo nuvoloso per dare una dominante più calda allo scatto.




In alternativa, puoi anche intervenire modificando i gradi Kelvin.
In presenza di un cielo limpido e ben illuminato e di uno scatto RAW potrai impostare 5600°K. Su colori freddi come il bianco della neve, la temperatura dovrà invece essere settata dai 6000°K agli 8000°K. In una situazione opposta come ad esempio quella di un tramonto, nella quale al contrario i toni sono davvero caldi, 3200°K saranno più che sufficienti.

 

Le regole per un buono scatto paesaggistico

Passiamo ora ad alcuni consigli che contribuiranno ad aumentare il livello della foto.
Innanzitutto un’occhio di riguardo va infatti dato al tipo di inquadratura, la quale può essere orientata in direzione verticale nel caso di soggetti che si sviluppano in altezza come ad esempio alberi o lampioni, oppure in orizzontale, per catturare paesaggi che si estendono in larghezza, prediligendo il Landscape Format. Così facendo riuscirai a conferire allo scatto una sensazione di ampiezza e ariosità, la quale a sua volta genererà un’immagine di maggiore impatto visivo.

Altra regola fondamentale che si applica nella fotografia (non solo paesaggistica) è la "regola dei terzi", utilizzata nel caso in cui si voglia conferire rilievo ad un elemento in particolare. A tal proposito sarà sufficiente immaginare il fotogramma diviso in 9 sezioni uguali per mezzo di due linee verticali e due orizzontali equidistanti tra loro. Successivamente non dovrai far altro che posizionare il soggetto di maggiore interesse in una tra le quattro intersezioni create.




Un'ulteriore tecnica decisamente efficace nel far risaltare un dettaglio rispetto a quelli circostanti, è il fotografare alcune linee paesaggistiche quali viali, sentieri o persino catene montuose, le quali non faranno altro che guidare l’occhio dell’osservatore verso il punto sul quale si vuole posizionare l’accento.

Anche il formato nel quale si decide di salvare la foto, seppur potrebbe sembrare un elemento secondario, possiede al contrario la sua importanza. Devi sapere infatti che prediligere il RAW consente di lavorare sulle foto in post-produzione, un dettaglio decisamente essenziale per la fotografia paesaggistica, dal momento che non sempre si riesce a percepire il difetto prima di ingrandire lo scatto a monitor.

Ultimo consiglio ma non per importanza, in quanto renderà le tue foto davvero artistiche e piene di atmosfera e fascino, è quello di prendere in considerazione anche le giornate di maltempo. Pioggia, nebbia e fulmini sono in grado di trasformare paesaggi in bellissimi “dipinti”.

 

Finalmente possiedi tutte le informazioni necessarie per dare vita a splendide foto. Seguendo questi utili consigli e sperimentando il più possibile, la tua fotografia paesaggistica assumerà un aspetto sempre più professionale e d’impatto. Non ti resta che fare esperienza.

 

Quali sono i tuoi suggerimenti per praticare al meglio la Fotografia Paesaggistica? Scrivilo nei commenti

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